Sentenze per l’omicidio della Guardia Giurata Enrico Morandi. Inflitti 4 ergastoli e 2 assoluzioni

Pieve Fissiraga, muore Enrico Morandi (Borella)

Pieve Fissiraga, muore Enrico Morandi (Borella)

Pieve Fissiraga, 29 maggio 2012 — Tra il 2002 e il 2006 erano diventati il terrore dei portavalori, in una vera e propria escalation criminale culminata il 2 novembre 2006 nel colpo al furgone dell’Ivri a Pieve Fissiraga, concluso con la morte della guardia giurata Enrico Morandi, di 51 anni. Ieri per sette dei membri della banda è arrivata la condanna dai giudici della corte d’assise di Milano4 ergastoli, 2 assoluzioni e una condanna a 10 anni anni di reclusione.

Ergastolo per Secondo Borghi, 57 anni, Agatino Giannino, 49enne, Gianpaolo Mantovani, 56 anni e Giusepe Sabister, 57 anni, che presero parte alla rapina di Pieve. Dieci anni di carcere a Renzo Pesavento, 57 anni, e assoluzione da tutti i reati per Carmelo Battiato, 56 anni, e Mario Di Domenico, 55 anni, Per l’armiere della banda, Maurizio Magistrelli, 49enne, l’ergastolo era già arrivato dalla stessa corte nel 2009. Stabiliti anche risarcimenti per tutte le parti civili.

La procura ha addebitato alla gang 8 colpi, tra tentati e riusciti: il 30 novembre 2002 avrebbero colpito a Moncrivello (Vicenza) con bottino di 400mila euro, a Novara il 5 aprile 2003 quando ucciso da “fuoco amico“ morì il presunto complice Salvatore Valuto Sciara, il 22 novembre 2003 a Rivarolo Canavese con bottino di 700mila euro, quindi a Cressa, in Piemonte (2 milioni di euro), e a Varese il 31 maggio 2006, prima dell’epilogo di Pieve Fissiraga. Contro gli imputati si sono costituiti parte civile il figlio del vigilante ucciso Matteo Morandi, 22 anni (80mila euro di risarcimento, difeso dagli avvocati Augusto Cornalba e Marco Mascheroni), Antonio Palmisciano e Elio Entronchi (20mila euro, con l’avvocato Michele Apicella), i due colleghi di Morandi. Assieme a loro si sono costituiti i poliziotti sfiorati da 5 colpi di pistola: Marco Pasquantonio e Dino Di Properzio, che hanno ottenuto 10mila euro a testa.

Ieri pomeriggio si è tenuta anche l’udienza del processo d’appello per gli altri due membri della banda, il 54enne sardo Edoardo Atzeni e il 59enne di Valdidentro (Sondrio) Sandro Canclini, che nel rito abbreviato, erano stati condannati a 30 e 20 anni di reclusione. Per i due, che hanno fatto appello contro la decisione del gup, la prossima udienza sarà il 19 giugno.

di Alessandro Gigante  http://www.ilgiorno.it/lodi/

Malore improvviso. Muore a trent’anni la Guardia Giurata Alessio De Cillis.

BRINDISI – Prima un forte stato di malessere, poi il malore che lo ha strappato all’affetto dei suoi cari: se ne è andato così Alessio De Cillis, di 30 anni, guardia giurata dell’istituto di vigilanza Ivri, sposato con Danila e padre di una bimba di 3 anni. Il giovane si è spento ieri mattina, presso la sua abitazione in via Egnazia, nel rione Paradiso. E’ successo tutto nel volgere di poche ore. Alessio si era alzato presto per prendere servizio sul furgone portavalori. Mentre era a lavoro, comincia a sentirsi poco bene. Convinto che si tratti di un malore passeggero, Alessio si fa accompagnare a casa da un collega. Il 30enne pensava che qualche ora di riposo gli avrebbe fatto bene. All’improvviso, però, perde i sensi. La madre Gianfranca e la moglie chiedono immediatamente l’intervento dei soccorritori attraverso il 118. Una volta giunti sul posto, i sanitari praticano alcuni tentativi di rianimazione con l’uso del defibrillatore. L’elettrocardiogramma segna un tracciato piatto. Alessio non riacquisterà più i sensi.
Papà Walter, anche lui vigilantes dell’Ivri di lungo corso, estremamente conosciuto nell’ambiente, viene a sapere subito dell’accaduto. La casa diviene meta di un continuo viavai di amici e parenti. Tutti increduli al pensiero che Alessio se ne sia andato così presto.

HR 2.0? Una conversazione con Judith Matharan

Si scaldano i motori del Social Business Forum che si svolgerà a Milano il 4 e 5 giugno. Un appuntamento molto atteso da tutti coloro che, come il sottoscritto, ritengono che il processo di trasfomazione delle aziende in social organization, ovvero in imprese fondate sui nuovi principi del Management 2.0 sia ormai irreversibilmente in atto.

Dopo avere parlato di questo processo di trasformazione, che investe con forza in particolare i Direttori HR, con uno degli inventori del Forum, Emanuele Quinterelli, e con due fra i relatori di spicco dell’evento,  Thierry de Ballon e Bjoern Negelmann, siamo riusciti a raccogliere l’opinione di una manager che presenterà al Forum una case history di eccellenza:  Judith Matharan, Internal Communication & Digital Manager in Pernod.

………Minghetti: Stiamo quindi evidentemente parlando di un modello gestionale molto diverso dal tradizionale “Comando e Controllo”. Di che tipo di leadership ha bisogno una organizzazione 2.0?

Matharan: L’organizzazione 2.0 ha lanciato una nuova visione della leadership. Il leader deve avere la capacità di far rimanere focalizzati gli individui su ciò che conta, sapendoli ispirare e stimolando la “mass collaboration”, ovvero il lavoro di team e community.  I manager devono quindi cambiare radicalmente il loro modo di pensare e di agire. Sono lì per favorire l’emersione delle energie, passando dall’approccio “sì ma” (visione gerarchico-militare: devo “controllare”, identificare cosa c’è che non va, per dare “gli ordini giusti” alla mia squadra) all’approccio “sì e” (devo trovare in ogni contributo cosa c’è di interessante, quale è il valore aggiunto  individuale che può portare al successo collettivo della mia squadra)………..

Per leggere l’articolo completo di Marco Minghetti pubblicato sul Sole 24 ore, clicca qui.

La Gazzetta delle Armi – N.106 – 28 Maggio 2012

 SCARICA PDF n.106  del 28 Maggio 2012

In questo numero:

DA ACTION ARMS N. 30
• BENTORNATE
• UNA STELLA SOLITARIA

DAL MONDO DELLE ARMI
• CACCIA , PESCA E VITA NELLA NATURA
• DOPPIETTE IN FESTA
• MONDO CACCIA – CARRARA

SPORT
• IV° TROFEO MARZOCCO
• III PROVA REGIONALE PIEMONTE E VALLE D ’AOSTA
• PRIMA GARA TIRO AL PIATTELLO – PINCARA (RO)
• 3° GRAN PREMIO SPORTING: TRIONFA MIKI SPADA
• 2° GRAN PREMIO DOUBLE TRAP
• ELICA, ECCO I NUOVI CAMPIONI ITALIANI
• CLASSIFICA CAMPIONATO REGIONALE TIRO A PALLA U.C.S.
• PERAZZI WORLD: 09-10 GIUGNO 2012
• 5A PROVA CAMPIONATO NAZIONALE FASCIA “B” 2012
• 7° MEMORIAL GIANNI PISANO
• 1° TROFEO “ESTATE REGGINA”
• XIV BIG MATCH
• COPPA DEL MONDO MILANO: ORO DI CAMPRIANI
• COPPA DEL MONDO MILANO: ARGENTO NELLA CARABINA LIBERA 3 POSIZIONI
• COPPA DEL MONDO MILANO: L’ITALIA CHIUDE CON 1 ORO, 1 ARGENTO E 2 BRONZI

Portavalori in viaggio fino a Foggia: incolumità dei dipendenti a rischio.

Portavalori in viaggio fino a Foggia: incolumità dei dipendenti a rischio
„La decisione della Banca d’Italia di trasferire le operazioni da Lecce al nord della Puglia, preoccupa i dipendenti degli istituti di vigilanza privata. Sit-in presso la prefettura: “Necessario un tavolo permanente per il settore“

LECCE – I lavoratori degli istituti di vigilanza privata della provincia di Lecce sono, a dir poco, sulle spine. In ansia e comprensibilmente preoccupati dal trasferimento delle operazioni di prelievo e versamento dalla sede locale della Banca d’Italia, fino a Foggia.

Il bottino prezioso di valori (milioni di euro) viaggerà indisturbato per 600 chilometri, secondo un percorso stabilito e con orari precisi: una vera “bomba” su strada, lasciata alla mercé della malavita organizzata. I dipendenti Sveviapol e La Velialpol di Lecce, a causa della riorganizzazione aziendale decisa dalla Banca d’Italia, saranno costretti ad effettuare un solo viaggio quotidiano che aumenterà il rischio dell’incolumità personale. Prima che accada “l’irreparabile”, come già segnalato dalle cronache nazionali, i sindacati Uiltucs Uil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Cisal ed Ugl hanno organizzato un sit in di protesta presso la prefettura di Lecce, sollevando il problema della riorganizzazione dell’intero comparto.

Secondo i rappresentanti sindacali, infatti, per mantenere un standard decente di sicurezza, si rende necessaria la scorta di una pattuglia della polizia ogni 10 chilometri (“un obiettivo quasi impossibile”, ammettono). In più, i costi del trasporto che lievitano, potrebbero mettere in crisi i livelli occupazionali all’interno degli istituti di vigilanza.

Al disagio dei lavoratori, chiusi nei furgoni per otto ore al giorno, si somma il caos della concorrenza sleale tra gli stessi istituti di vigilanza. “Da quando sono state abolite le tariffe di legalità fissate dal ministero dell’Interno, che individuavano dei livelli minimi di pagamento, le aziende giocano al ribasso nelle offerte”, denunciano i sindacalisti. Chi non rispetta i parametri del contratto nazionale della vigilanza privata (che non viene rinnovato da più di tre anni), risulta avvantaggiato dai tagli sul costo del personale.

La riorganizzazione di oggi, a quanto pare era già nell’aria dal 2009. “Più volte abbiamo richiesto un incontro in prefettura, ma siamo stati ignorati – denunciano i sindacalisti – Ora spingiamo per l’apertura di un tavolo permanente con le aziende e le istituzioni, per affrontare organicamente le problematiche del settore. Senza trascurare il fatto che la liberalizzazione delle licenze, secondo i dipendenti, aggraverà il caos di agenzie che potrebbero aprire e chiudere sul territorio nell’arco di pochi anni, mandano per strada decine di persone

http://www.lecceprima.it
 

E’ uscito dalla rianimazione per grave ricaduta medica, la Guardia Giurata Maurizio Primucci, ferito durante il sanguinoso assalto al blindato del 21 aprile scorso a Veggiano.

ROVOLON. E’ profondamente avvilito Maurizio Primucci, steso sul letto dell’ospedale dopo aver rischiato un’altra volta di morire. Sabato scorso un’emorragia improvvisa, provocata da un aneurisma aortico, ha riportato in sala di rianimazione la guardia giurata della Civis, ferita nel sanguinoso assalto del 21 aprile scorso, avvenuto davanti all’IperLando di Veggiano. Fortunatamente il pronto intervento dei sanitari ha evitato il peggio.

«E’ successo tutto in un attimo» racconta emozionato Primucci, 56 anni di Rovolon, che da ieri è tornato nuovamente nel reparto di Chirurgia plastica di Padova. «Ho sentito un forte dolore alla gamba e ho visto il sangue inzuppare tutta la fasciatura. Nella stanza c’erano due chirurghi vascolari che erano venuti a salutarmi. Immediata la corsa in sala operatoria. Il dottor Stefano Bonvini, lo stesso che mi ha operato subito dopo la rapina, mi ha salvato la vita per la seconda volta. Non ho mai conosciuto persone così gentili e premurose come in questo ospedale». Primucci è stanco e provato dal lungo periodo di immobilità ed è perfettamente a conoscenza che steso in quel letto dovrà rimanere ancora per molti mesi.

«Non riesco ancora a togliermi dalla mente quei momenti terribili, rivedo gli istanti vissuti come in tanti fotogrammi e sento crescere in me l’angoscia» racconta con gli occhi lucidi, trattenendo a stento le lacrime che gli scendono lungo la guancia «voglio mettere un muro tra questi ricordi e cercare di dimenticare tutto, anche se è faticoso. Ogni istante mi rivedo davanti quei rapinatori sbucati dal nulla con in mano i mitra, pronti a far fuoco. Quel bandito che ha premuto il grilletto puntandomi la pistola addosso con l’intento di farmi veramente del male dovrebbe vedere come mi ha ridotto e provare cosa vuol dire essere qui, prigionieri in un letto, senza sapere quanto tempo ancora dovrà passare prima che io possa tornare a muovermi, magari anche solo in carrozzina, ma libero di uscire e respirare una boccata di ossigeno. La libertà e la vita si respirano fuori da queste mura, ma io so che qui dentro dovrò rimanere per oltre un anno. Un periodo che mi sembra lungo come tutta una vita. Mia moglie ha ripreso a lavorare otto ore al giorno, poi torna di corsa a casa a Rovolon per farsi una doccia e precipitarsi qui in ospedale per passare il resto della giornata con me. Il sabato e la domenica ci rimane tutto il giorno. Una vita di sacrificio, lasciando a casa il figlio minore che per fortuna riesce a gestirsi con l’aiuto di mia suocera. Non oso pensare se non ci fosse stata lei, avremmo dovuto assumere una persona per sbrigare le faccende domestiche o per assistermi, e i soldi non cadono dal cielo».

Primucci stringe la mano della moglie Antonella, in un gesto d’amore, poi riprende il suo racconto. «Mi vengono a trovare spesso i colleghi di lavoro e molti ragazzi che frequentano l’università. Questo mi riempie di gioia, vuol dire che ci sono persone che si ricordano di me. Ora dovrò affrontare un lungo periodo di interventi. Per prima cosa dovrò sottopormi al trapianto della cute per chiudere la ferita che è ancora aperta, poi passerò in Ortopedia, dove i chirurghi mi toglieranno il blocco di plastica e acciaio per mettere una gabbia esterna e permettere al ginocchio di piegarsi. Tra circa sei mesi mi potranno mettere le placche che serviranno per inserire le parti dell’arto mancanti e poi, finalmente, inizierò un lungo periodo di riabilitazione, prologo al ritorno al casa».

http://mattinopadova.gelocal.it/

Tentano di rubare la pistola ad una Guardia Giurata. Arrestati.

Tentano di rubare la pistola ad un guardia giurata in servizio al supermercato Esselunga di via Cassala a Milano, arrestati due giovani, un 20 enne del Salvador e un minorenne tunisino. F.J. Lopez Urbina, il maggiore, e J.K., ieri sera alle 21.15 pretendevano di entrare al supermercato in chiusura e al “no” di Michele L., 40enne guardia giurata in servizio, hanno reagito con insulti, calci e pugni. Vista la guardia rifugiatasi all’interno, i due giovani hanno danneggiato le porte costringendo Michele ad uscire nuovamente, anche per proteggere gli ultimi clienti che lasciavano il supermercato. I due arrestati hanno aggredito nuovamente la guardia tentando di strappargli il cinturone con la pistola e scappando poi a mani vuote dopo l’intervento di due dipendenti del supermercato. Intervenute, le forze dell’ordine hanno riconosciuto i due giovani assieme ad altri coetanei sempre di origine straniera nei pressi della stazione ferroviaria di Romolo: tra i 6 fermati ci sono i due arrestati per rapina aggravata e aggressione a incaricato di pubblico servizio. (Omnimilano.it)