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Segnalato da Fausto de Martinis
Ciao Andrea,
volevo segnalarti due colleghi della Mondialpol Roma caduti per mano di banditi:
Alfonso Tortorella e Daniele Egizi
Il primo durante una rapina in banca (uccise uno dei rapinatori, chiamato il Kepplerino)
il secondo durante un’assalto al portavalori in zona Nuova Florida
Credo sia stato nel 1994
Ho provato a cercare foto e documenti ma ho trovato solo questo.
volevo segnalarti due colleghi della Mondialpol Roma caduti per mano di banditi:
Alfonso Tortorella e Daniele Egizi
Il primo durante una rapina in banca (uccise uno dei rapinatori, chiamato il Kepplerino)
il secondo durante un’assalto al portavalori in zona Nuova Florida
Credo sia stato nel 1994
Ho provato a cercare foto e documenti ma ho trovato solo questo.
Grazie
Fausto de Martinis
Fausto de Martinis

E’ MORTO UN CAMERATA …’ FIORI E SCRITTE PER KAPPLERINO
ROMA – “Muore un camerata, ne nascono altri cento. Onore a ‘ Kapplerino’ “. Un biglietto scritto a penna ed un mazzo di fiori sono comparsi, ieri mattina, davanti alla filiale della Banca commerciale di via Isacco Newton, dove giovedì pomeriggio, durante una rapina, è stato ucciso il terrorista di destra Elio Di Scala, ex appartenente ai Nar, soprannominato “Kapplerino” ed una guardia giurata, Alfonso Tatarella. Nel conflitto a fuoco tra il vigilante e il commando che aveva assaltato l’ istituto di credito è rimasto ferito anche un altro estremista di destra, Fabio Gaudenzi, ritenuto dalla polizia un esponente del movimento dei “naziskin” romani. Il biglietto trovato in via Newton è il segnale che i “camerati” di Elio Di Scala hanno l’ intenzione di affermare la loro presenza ed è una sorta di rivendicazione politica della rapina. Un’ altra scritta è comparsa anche sull’ edicola di fronte alla banca: “Kapplerino vive” a conferma che gli esponenti della destra eversiva romana non rinnegano l’ azione compiuta dalla banda, composta da almeno 5 giovani. Le indagini della Digos e della squadra mobile, comunque, fino a questo momento non hanno accertato se la rapina sia effettivamente un’ azione di “autofinanziamento” delle nuove leve del terrorismo neofascista o se si tratti, in realtà, dell’ azione di “balordi” con un passato di delinquenza politica. Certezze potrebbero venire dall’ interrogatorio di Fabio Gaudenzi, ma i medici del San Camillo, dove il rapinatore è stato ricoverato, non hanno ancora consentito agli inquirenti di sentirlo. Le condizioni di Gaudenzi sono considerate estramamente gravi e la prognosi è riservata. L’ unica certezza in mano agli investigatori è che la rapina di via Isacco Newton non ha alcun collegamento con le altre due rapine avvenute, a due ore di distanza l’ una dalle altre, a Roma giovedì pomeriggio. I banditi feriti e arrestati dopo l’ assalto alla gioielleria di viale Ippocrate sono malviventi comuni con piccoli precedenti specifici. Così come l’ aggressore del funzionario della Banca del Fucino, in via Fabio Massimo. Il rapinatore è stato bloccato da un carabiniere in borghese dopo che aveva ferito al volto il portavalori della banca. Ma l’ attenzione dei magistrati e degli investigatori è tutta concentrata sulla tragica rapina alla “Comit” e sul ruolo che Elio Di Scala potrebbe avere assunto, in questi anni, nel movimento estremista nato dalle ceneri di organizzazioni eversive come Avanguardia nazionale, Ordine nuovo e i Nar. E c’ è anche preoccupazione per come “Kapplerino” pur essendo indiziato di gravi fatti di sangue, sia riuscito in questo periodo a farla franca, convincendo persino un magistrato della sua estraneità all’ assalto all’ istituto di credito all’ interno dell’ ospedale pediatrico “Bambin Gesù”, in cui rimase uccisa una guardia giurata. Altre indagini sono in corso per accertare se vi siano collegamenti tra il commando di via Newton e la banda che, un mese fa, fu catturata a Tor Lupara dopo una rapina. Tra gli arrestati di allora, infatti, c’ erano due amici di Elio Di Scala, Dario Pedretti e Luigi Aronica, ambedue con un passato nelle file del terrorismo neofascista. Una perizia balistica è in corso su una pistola rinvenuta nel covo della gang. Servirà ad accertare se essa proviene da quella famosa rapina al “Bambin Gesù”. La pistola appartiene ad un istituto di vigilanza e potrebbe essere quella della guardia giurata dell’ ospedale uccisa durante il colpo.